Inseguire una
meta contro ogni ostacolo e spesso contro ogni logica. Mettersi in giocototalmente, fino a rendere le nuove terre
spazio della propria anima. Opporre ingegno a crudeltà, ansia di vivere a
distruzione. L’Odissea è il cardine di ogni immaginario e sarà Giancarlo
Giannini a far rivivere il fascino di Omero stasera alle 21.30 con lo
spettacolo “Il mio nome è Nessuno” nell’ambito del Festival di Teatro Antico di
Veleia presso l’area archeologica nazionale di Veleia Romana a Lugagnano Val d’Arda.
L’ingresso è gratuito e senza prenotazione. Accompagnato dal violoncello di Gianni
Cuciniello e dall’arpa celtica di Roberta Procaccini, l’artista renderà vivide
e concrete le vicende del più famoso viaggiatore di ogni tempo, guidando gli
spettatori a sperimentare l’ebbrezza del rischio e della passione.
Se il gioco spensierato e
caustico è per voi l’essenza del teatro, “Scoppiato amore” è senz’altro lo
spettacolo che fa al caso vostro. Diretto e interpretato da Antonio Grimaldi,
andrà in scena stasera alle 22.15 nell’ambito del Giffoni Film Festival. È un
omaggio brioso alla Commedia dell’Arte, un’esaltazione del virtuosismo, un
catalogo felicemente irrazionale delle possibilità espressive dell’attore. Il
coinvolgimento amoroso, comicamente enfatizzato da una recitazione surreale e
dall’inserto di musiche moderne, è oggetto di una sistematica decostruzione. Se
è vero che nulla è irrazionale quanto il legame tra due amanti, Cristina Milito
Pagliara (una Colombina tenera e abilissima nel creare con il pubblico l’empatia)
e lo stesso Grimaldi (un Arlecchino e in seguito un Pulcinella che traboccano
energia) lo dimostrano senza ombra di dubbio, celebrando, per esempio, il loro
matrimonio in ginocchio tradue ali di
pupazzetti: l’amour fou ha in fondo la spensieratezza dell’infanzia.I pupazzetti spinti gli uni verso gli altri
come in una curiosa partita a scacchi dagli sposi che declamano in modo buffo
”La costruzione di un amore” esprimono la difficoltà di comunicare quando il rapporto
mostra la corda. Il desiderio può cambiare pelle, ma la sua forza resta
intatta, come mostra l’inconsolabile (solo all’apparenza) vedova interpretata
con felice ironia da Gemma De Cesare, che mostra il suo dolore, ovvero le sue
pregevoli gambe. Gli spettatori sono a più riprese coinvolti nelle schermaglie
dei tre, perché ogni gioco teatrale trae forza da chi lo fruisce. Se fate a
meno di desiderare, sembrano dire gli attori, allora potete anche fare a meno
di respirare. Il grigiore di un corpo senza stimoli è davvero tempo perso.
Un luogo non è solo se
stesso. Accoglie memorie, voci, suggestioni, legami tra quel che appare
distante e intessere un dialogo tra lo spazio e un artista è da sempre una
preziosa occasione per ridefinire prospettive e coordinate. "
Gli Echi ... Mai Sopiti
" è la mostra del fotografo Nicola Guarini e del ceramista Sergio
Scognamiglio, curata da Vincenzo Ruocco, che si terrà presso lo studio Adele
Filomena Photography dal 20 luglio al 15 settembre in Via Casa Mannini a
Maiori. Istantanee e corpi di argilla interrogano il paesaggio fino a
riconoscersi in esso, creando sotterranee analogie tra artificiale e naturale e
proponendo nel corpo dell’opera stessa il segno di un linguaggio che diventa
empatia e liberazione di energie. L’ambiente in cui le opere sono collocate
amplia la percezione fino a condurre lo spettatore a distruggere ogni mediazione
tra sé e il suo attorno.