mercoledì 20 maggio 2026

Il Ferdinando di Ficarra, un uomo solo

 


“Un sodalizio stabile con Salvo Ficarra? E come faccio a sostituirmi a Valentino Picone? Ha occhi solo per lui!” “Allora lo abbandono in autostrada!”. Questo il dialogo ironico tra Carolina Rosi e il noto attore in occasione di Giù la maschera, l’incontro con il pubblico, moderato dal giornalista Peppe Iannicelli, in occasione dell’allestimento dell’eduardiano “Non ti pago” per la regia di Luca de Filippo al Teatro Verdi di Salerno nell’ambito del cartellone del Teatro Pubblico Campano. La compagnia si è presentata a molti spettatori incuriositi: Nicola Di Pinto (Aglietiello), Andrea Cioffi (Mario Bertolini), Paola Fulciniti (nel doppio ruolo di Erminia e Carmela), Federica Altamura (Luigina Frungillo), Vincenzo Castellone (Vittorio Frungillo), Carmen Annibale (Stella), Gianni Cannavacciuolo (Don Raffaele), Viola Forestiero (Margherita), Mario Porfito (avvocato Lorenzo Strummillo). “Quando Carolina mi ha proposto di essere protagonista – ha detto Ficarra – ho avuto davvero un grande timore. Perché avrei dovuto terminare la mia carriera schiantandomi contro Eduardo? Non sono Favino, che sa pronunciare tutti gli accenti, comprese le inflessioni del Nepal! Sono stato comunque accolto in questa bellissima esperienza”. La sicilianità da lui espressa, in effetti, non è stata considerata un ostacolo dall’interprete di Concetta: la commedia, ha ricordato, è in italiano con poche incursioni nella lingua napoletana, come nell’attacco finale della moglie a Ferdinando. “Salvo – ha detto Rosi-  è generoso e ha sempre un occhio speciale per chi lavora con lui. È un attore pensante, non un semplice esecutore e il pubblico ha mostrato affetto non solo verso di noi, ma anche verso Luca, che ha dedicato tutta la vita al teatro. Lui, tra l’altro, era eclettico, divertente: non aveva certo quella che a Napoli chiamiamo guallera”. Ficarra si è soffermato sul suo personaggio, la cui ostinazione seduceva Eduardo. Il grande drammaturgo, non a caso, dichiarava che gli rimaneva addosso anche dopo lo spettacolo. “Non ti pago” è commedia attualissima non solo perché riconducibile alla ludopatia di oggi, ma anche per i sentimenti che comunica. Ferdinando è isolato, soffre la consuetudine della sua famiglia con Bertolini e si rifugia nei numeri. Vede sgretolarsi tutto ciò che ha, perché il giovane ha energia, l’amore della figlia, è destinato a succedergli nella direzione del bancolotto. Come tutto ciò che interrompe un percorso delineato, lui fa emergere la natura degli altri con cui entra in conflitto. Lo stesso Aglietiello, che gli è sempre stato vicino, prende le distanze da lui quando finge che il biglietto vincente gli sia stato rubato. Il monologo finale di Concetta, poi, gli dà la forza di spiegare anche a se stesso quello che l’ha mosso. Lì si rende conto del perché ha agito sopra le righe.”. È stato inoltre ricordato che, in un primo momento, Luca de Filippo aveva immaginato i costumi come vere e proprie sfere in cui riflettersi, quasi un correlativo oggettivo della natura umana, per poi ridimensionare gli aspetti scenografici. Il cast, che dà prova di un mirabile affiatamento, si misura costantemente con un grande senso dell’equilibrio. “In un gruppo – ha infatti sottolineato Carolina Rosi – nessuno può permettersi individualismi o protagonismi che possano aggredire lo spazio altrui”. Ficarra ha in seguito rivelato una particolare predilezione per “Ditegli sempre di sì”: “Eduardo rivela una forza diversa in quel copione e ho sempre amato la follia e la sua capacità di sorprendermi”. 

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